CLEOPATRA VA IN PRIGIONE è un ritratto vivido e tagliente della periferia romana. AL CENTRO, LA STORIA DI CATERINA, EX BALLERINA DI DANZA CLASSICA, CHE SI RITROVA A FARE LA SPOGLIARELLISTA NEL LOCALE DEL FIDANZATO, AURELIO, ORA CHIUSO NEL CARCERE DI REBIBBIA. CATERINA VA A TROVARLO OGNI SETTIMANA E OGNI SANTO GIORNO RIPENSA AI PROGETTI CHE NON SONO ANDATI IN PORTO. CHI HA FATTO ARRESTARE AURELIO? COME RIUSCIRE AD ANDARE AVANTI QUANDO LA VITA TI HA GIOCATO UN BRUTTO COLPO?
L’autrice, Claudia Durastanti, è stata una bellissima scoperta. Una scrittura senza fronzoli, diretta, sincera.
Candidato al premio strega europeo 2023, “STREGA” è una fiaba gotica che colpisce per lo stile originale e misterioso, capace di connettere innate sensazioni femminili al linguaggio della natura. UNa storia di EMANCIPAZIONE CHE PASSA ATTRAVERSO LA SCOMPARSA DI UNA GIOVANE DONNA. UN VECCHIO ALBERGO ABBANDONATO TRA LE MONTAGNE. L’OMERTà, IL PATRIARCATO. UN GIALLO CARICO DI SUSPENSE E, AL TEMPO STESSO, UN INNO ALLA LIBERTà DI ESSERE SE STESSE.
Pubblicato nella collana “le Fuggitive” della splendida casa editrice NNE.
Mistero, disperazione, rinascita. Sono gli ingredienti di un romanzo imperdibile e affascinante di Paul Auster, uno dei più grandi scrittori americani viventi.
Non so voi ma personalmente non ho ancora deciso se credere davvero alle coincidenze. Eppure, leggere “Il libro delle illusioni” e, soprattutto, riflettere sul momento della mia vita in cui ho scelto di leggerlo, mi ha fatto un po’ vacillare.
Chi è Hector Mann e cosa c’entra con David Zimmer
Il primo capitolo del romanzo di Paul Auster, scrittore, saggista, poeta, sceneggiatore, regista, attore e produttore cinematografico statunitense, nato a Newark, nel febbraio 1947, si apre con la descrizione dell’improvvisa e misteriosa sparizione di Hector Mann, attore comico dal fascino latino che ha vissuto l’epoca del cinema muto hollywoodiano degli anni Venti. In pochissimi ne conoscono l’esistenza. Fino a quando, nel 1988, il Professore dell’Hampton College, nel Vermont, David Zimmer, dopo un anno di semi-incoscienza alcolica causata dalla perdita della moglie e dei due figli in un incidente aereo, si imbatte casualmente in alcuni dei film dell’attore scomparso. Per la prima volta dopo un intero di anno di dolore, il Professore ride. Decide quindi di approfondire la conoscenza di Hector Mann e di scrivere un libro sui suoi film, “Il mondo muto di Hector Mann”. Da questa sua decisione, scaturiranno una serie di eventi che porteranno Zimmer a conoscere il destino di Mann e a vivere l’esperienza più incredibile della sua vita.
Questo è un libro di frammenti, un collage di dolori e sogni parzialmente dimenticati: e per raccontare la storia mi devo attenere ai fatti che la compongono.
Rieccoci con una nuova puntata della RUBRICA “DIMMI COME STAI E TI DIRÒ COSA LEGGERE”, CON CONSIGLI DI LETTURA PRÊT-À-PORTER (CON TANTO DI VOTI) E RECENSIONI TELEGRAFICHE.
ALAN BENNETT è IL GENIO DEI MONOLOGHI. NE HA SCRITTI TANTISSIMI PER LA BBC NEL CORSO DELLA SUA VITA E QUESTI DUE SONO DEGNI DEL SUO IMMENSO TALENTO, CAPACE DI DIPINGERE STORIE AL LIMITE TRA LA TRAGEGIA E LA COMMEDIA. NEL PRIMO CASO, UNA donna «qualunque» che s’innamora del figlio quindicenne e, Nel secondo, una vedova che CONTINUA AD ANDARE NEL LUOGO IN CUI IL MARITO biker è MORTO. TRA MALINTESI, SEGRETI E DIVERTITA PERPLESSITà.
Se, come me, siete appassionati di monologhi e soprattutto siete alla ricerca di qualcosa che vi scuota e che vi lasci una strana sensazione addosso, questi monologhi sono la ricetta perfetta. C’è tutto: incesto, un pizzico di Fedra, una certa dose di ossessione, inganno, lutto, vergogna. Agitate bene insieme a qualche manciata di umorismo britannico, misto a cinismo e voilà. VOTO: 8
Avvertimenti e chicche: la sensazione che potrebbero lasciarvi i due monologhi, specialmente il primo, potrebbe essere spiacevole ma… Non si può resistere.
nel caso di gesù e giuda si tratta di essere pronti e aperti alla possibilità di vedere le figure di gesù e di giuda completamente diverse da come siamo stati abituati a conoscerle. AMOS OZ RACCONTA DI UN Gesù unicamente ebreo e DI un Giuda profondamente cristiano.
Se cercate un saggio breve, scritto – perdonerete il gioco di parole – da Dio, fermatevi qui. Perché Amos Oz, con questo suo testo estrapolato dall’intervento di apertura della conferenza luterana tenutasi a Berlino nel 2017, ci mostra un punto di vista nuovo, non convenzionale, in cui il tradimento di Giuda non è altro che l’esecuzione di un ordine dello stesso Gesù per portare a termine il suo disegno. Incredibilmente affascinante. VOTO: 8.5
Avvertimenti e chicche: la lettura di questo saggio vi farà essere i più interessanti della compagnia… E i più discussi 😉
L’ultimo romanzo di Emma Straub indaga il rapporto padre-figlia aprendo una finestra nel tempo e scoprendo una dimensione nuova sulle infinite variabili dell’esistenza
Una protagonista normale
Alice sta per compiere quarant’anni. Vive a New York, lavora nell’Upper East Side, nell’amministrazione della scuola in cui ha anche studiato, è fidanzata da un anno con Matt, dopo una lunga serie di relazioni occasionali e fallimentari. Soprattutto, però, Alice ha un padre, Leonard, famoso scrittore di fantascienza, al quale è molto legata e che va a trovare ogni giorno in ospedale, dove è ricoverato in condizioni abbastanza gravi. Il giorno del suo quarantesimo compleanno, dopo aver rifiutato la proposta di matrimonio di Matt, la protagonista festeggia a cena con l’amica di sempre, Sam, una donna super impegnata e presa dai suoi figli piccoli. Mentre torna a casa, Alice decide di entrare nel bar in cui passava le serate da ragazzina e, guadagnatasi una bella sbornia, si ritrova stranamente davanti al portone di casa di suo padre, dove cade in un sonno profondo.
È questo il momento in cui accade la magia.
Si sentiva come si sentiva sempre in certe notti d’estate, come se le mancasse già il momento che ancora stava vivendo.
p. 203
Un’altra possibilità
Tante persone trascorrevano la loro vita desiderando di essere capite. Tutto ciò che Alice voleva era più tempo.
p. 239
Al risveglio, Alice si ritrova sedicenne. In casa c’è suo padre Leonard, perfettamente in salute, con in grembo la gatta di famiglia mentre legge il giornale. Davanti a sé, la prospettiva di vivere l’intera giornata del suo compleanno nel corpo di un’adolescente, ma con la mente e i ricordi di lei ormai quarantenne. Il futuro è tutto da scrivere.
Così inizia il viaggio nel tempo di una giovane donna alla riscoperta della sua identità, delle sue passioni, dei suoi segreti. Nel tentativo disperato e, al tempo stesso, dolcissimo, di salvare la vita al padre.
IL BLOG RIAPRE CON LA CELEBRE RUBRICA “DIMMI COME STAI E TI DIRÒ COSA LEGGERE”, CON CONSIGLI DI LETTURA PRÊT-À-PORTER (CON TANTO DI VOTI) E RECENSIONI TELEGRAFICHE.
E quindi… 3, 2, 1… Let’s go 2023!
un romanzo breve da leggere tutto d’un fiato. “MEMORIE DI UN BARO” DI Sacha Guitry, pubblicato da adelphi, racconta LE avventure dI UN UOMO CHE, PERSA L’INTERA FAMIGLIA PER UN INCIDENTE LEGATO AI FUNGHI, DIVENTA PRIMA groom iN ALCUNI albergHI di lusso E POI FINISCE COL VIVERE LO SFAVILLANTE MONDO DEI casinò.
Se stai cercando un libro divertente ma dallo stile insolito e piacevole, se intendi ricominciare a leggere in modo soft, scorrendo le pagine con il sorriso sulle labbra, e ti piacciono le storie strampalate e avventurose, troverai le vicende di questo baro perfette per te. VOTO: 8
Avvertimenti e chicche: suggerendovi questo testo, non voglio spingere nessuno a perdersi nel vizio del gioco 😂 (non mi assumo nessuna responsabilità in tal senso); questo è l’unico romanzo dell’autore francese che, per il resto della sua vita, è stato attore, regista e sceneggiatore, nonché personaggio chiave della Nouvelle Vague.
AVETE PRESENTE QUANDO VI IMBATTETE IN UN TITOLO E PENSATE “MI PIACE DI SICURO”? PER ME è STATO COSì CON “LA LEGGENDA DEL SANTO BEVITORE“. considerato il testamento di joseph roth e pubblicato per la prima volta nel 1939, il romazo descrive gli ultimi giorni dI Andreas Kartak, un clochard che una sera, LUNGO LA SENNA, riceve 200 franchi da uno sconosciuto, con la promessa di restituirli alla «piccola santa Teresa» nella chiesa di Santa Maria di Batignolles. DA QUEL PRECISO MOMENTO, INIZIERANNO UNA SERIE DI VICISSITUDINI CHE SCONVOLGERANNO L’ESISTENZA DI ANDREAS.
A metà tra la fiaba e la critica ai modelli consumistici novecenteschi (ma direi anche odierni), Roth stupisce per l’abilità con cui riesce a descrivere il desiderio dell’uomo nelle sue diverse declinazioni e per la scelta di raccontare vita, morte e miracoli di un reietto, di una vittima dell’alcolismo che vuole mantenere a tutti i costi la parola data. Forse, in tutti noi, c’è un po’ di Andreas Kartak. VOTO: 8.5
Avvertimenti e chicche: suggerendovi questo testo, non voglio spingere nessuno a perdersi nel vizio del bere 😂 (non mi assumo nessuna responsabilità in tal senso); dal romanzo è tratto il film di Ermanno Olmi del 1988, vincitore del Leone d’Oro alla 45esima mostra internazionale d’arte drammatica di Venezia e a interpretare il protagonista fu il compianto Rutger Hauer ❤️
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Questa coda del 2022 è a tinte gialle e, soprattutto, segnata da scrittrici argute. Non perdetevele… Specialmente se vi manca qualche regalino natalizio 😉
Se sei alla ricerca di una storia che si pone trasversalmente trail grottesco, il surreale eil genere giallo e ami spasmodicamente i dialoghi e gli scambi sagaci e intrisi di cinismo, questo è il libro che stai cercando. VOTO: 8
Consigli per gli acquisti e per regali dell’ultima ora: recentemente, vi ho parlato di un altro romanzo della Nothomb, Cosmetica del nemico. La doppietta giusta per innamorarsi dell’autrice.
AGATHA CHRISTIE è LA REGINA INDISCUSSA DEL GIALLO. polvere negli occhi di mondadori si apre con un omicidio… ma non sarà l’unico delitto della vicenda e, questa volta, una delle vittime è una conoscente di Miss Marple, celebre personaggio plasmato dall’autrice – si dice – sulla base della descrizione di una vecchia zia.
Se, come me, hai nostalgia di un giallo classico, confortante come il tè delle 17.00 in una giornata uggiosa, e ti manca scervellarti fino alle ultime pagine su “chi diavolo è l’assassino?”, regalati Polvere negli occhi. VOTO: 7
Consigli per gli acquisti e per regali dell’ultima ora: la produzione della Christie è praticamente sterminata. Tutte le estati della mia adolescenza non si concludevano senza aver letto almeno un’opera della Dama dell’impero britannico. Tra i romanzi che ho amato di più, sicuramente ci sono Assassinio sull’Orient Express (con il mitico Hercule Poirot), Dieci piccoli indiani e La serie infernale.
Uno dei più straordinari romanzi strani degli ultimi anni medita sull’esistenza dell’uomo attraverso l’universo delle galline.
Semplice trama, profondo significato
Gli occhi di una gallina sono le ultime vestigia dei dinosauri, un minuscolo varco nella preistoria degli animali con il cervello grosso quanto una noce. Dagli occhi di una gallina non puoi spremere nessun significato, perché lì dentro di significati non ce ne sono. La follia oscura tutto.
p.11
“Quattro galline” è l’esordio letterario dell’americana Jackie Polzin. Il primo aspetto che vi colpirà nel cominciare a leggere questo romanzo è l’assoluta semplicità della trama. Dimenticate pagine e pagine di nomi di persone e luoghi da ricordare o plot twist improvvisi. Questa è la storia di una coppia del Minnesota e delle loro quattro galline: Hennepin County, Gam Gam, Gloria e Testanera.
Nell’immergersi nelle prime pagine del libro, si avverte un iniziale senso di spaesamento. Personalmente, credo di avere provato quella strana sensazione del primo vero giorno di vacanza quando, messo da parte a fatica, il ritmo serrato del dovere, riusciamo finalmente ad acquisire quello più lungo e profondo del respiro. È il rilassamento tanto agognato durante l’anno. Un ritmo lento che incuriosisce.
Seguiamo da vicino la vita della protagonista, la sua preoccupazione per lo stato di salute delle sue galline, la cura e la pulizia del pollaio, la ricerca del giusto mangime, fino a entrare in punta di piedi nel suo atipico universo. Un universo dolce e incerto, fragile e ironicoche incornicia un momento dell’esistenza di una donna che lotta contro l’assenza, contro la solitudine. Un’occasione per indagare le difficoltà di comunicazione della nostra epoca ma anche il modo di vivere la maternità agli inizi del XXI secolo e la necessità di prendersi cura degli altri.
Quando si è destinati a diventare colpevoli, non è necessario avere qualcosa da rimproverarsi. Il senso di colpa si aprirà un varco con qualsiasi mezzo. È la predestinazione. Il giansenismo: altra invenzione olandese.
p. 32
La trappola
Un aeroporto. Un uomo che legge, ingannando l’attesa di partire. Uno sconosciuto fastidioso che cerca di attaccare bottone. Tutto fa pensare a un piccolo contrattempo. Un banale intoppo nella solita routine. Eppure, è il punto di partenza di una trappola in cui Texor Texel incastra Jérôme Angust, la stessa trappola in cui cade il lettore di “Cosmetica del nemico” di Amélie Nothomb ed edito da Voland che non può non lasciarsi rapito da questo giallo insolito e brillante.
-Non va dimenticato che è il mio senso di colpa a ispirarmi il desiderio di essere ucciso da lei. -Se fosse vero, non se ne vanterebbe tanto. Il rimorso è una colpa supplementare. -Sta citando Spinoza! -Mica è colto solo lei! -Spinoza non mi piace. -È normale. A me piace molto. -Le ordino di uccidermi! -Non amare Spinoza non è una ragione sufficiente perché io la uccida.
p. 72
Il romanzo breve: tra filosofia e comicità
Che cosa c’entra la cosmetica con un passante che chiede a un ignaro passeggero di ucciderlo? Perché questo passante parla di giansenismo? Ma, soprattutto, per quale motivo quest’uomo sbucato dal nulla conosce il nome del passeggero? È lui il nemico cui si riferisce il titolo del romanzo?
p. 76
Nella forma preferita dell’autrice e quindi quella del romanzo breve, la scrittrice belga riesce a metterci spalle al muro, con dialoghi mozzafiato e divertentissimi, in un crescendo di tensione che ci porterà a fare i conti con la doppiezza dell’uomo e con il suo vero nemico: se stesso.
Una lotta all’ultimo e più arguto motto di spirito smaschera con grazia l’incapacità – sempre attualissima – di sapersi guardare allo specchio e riconoscersi per quello che davvero si è.
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Nothomb riporta a galla quel tentativo disperato di rimozione della colpa e di ricostruzione della propria immagine che riesce a giustificare le azioni e persino i pensieri più abietti.
Alla fine, la resa dei conti non può che essere con il nostro alter ego e con quella cosmetica che, proprio come spiega Texor Texel, inesorabilmente ristabilisce l’ordine universale.
-È troppo facile. Con un argomento simile, può trovare risposta a ogni assurdità. -Normale. Sono la tua parte diabolica. Il diavolo ha una risposta per tutto.
p. 92
Brillante, sarcastico, lievemente sadico. Super consigliato.