Le folli montagne di H. P. Lovecraft

Sullo sfondo dell’inospitale terra antartica, tutte le certezze sulla nascita della vita sulla Terra sono messe in dubbio da creature mostruose e antichissime.

OssessivoAffascinanteCriptico.
Sono questi gli aggettivi che vengono in mente leggendo “Le Montagne della Follia”, il romanzo di uno dei più grandi autori horror di sempre: Howard Phillips Lovecraft.

Da quel momento in poi, dieci di noi, ma in special modo io e lo studente Danforth, fummo costretti ad affrontare un mondo orrendamente vasto di orrori latenti, che nulla riuscirà mai a cancellare dalle nostre menti, e che avremmo voluto evitare di condividere con il genere umano se solo avessimo potuto.

p. 40

Considerato il padre della cosiddetta weird fiction, lo scrittore solitario di Providence (Rhode Island), nonché poeta e critico letterario, nato nel 1890 e morto nel 1937, ebbe un’infanzia molto difficile, segnata dalla morte in manicomio del padre e dall’atteggiamento iperprotettivo della madre. Ancora bambino, a soli dieci anni, manifestò i primi sintomi di esaurimento nervoso, un problema che si trascinerà dietro per tutta la vita.  

Finalmente ci eravamo imbattuti in un avamposto del grande continente sconosciuto e del suo misterioso mondo di morte gelida!

p. 11

Pubblicato, non senza difficoltà, nel 1936, “Le Montagne della Follia” rappresenta perfettamente quella letteratura soprannaturale di cui Lovecraft è considerato il maestro. Un mondo polare e indecifrabile, creature mostruose che animano una città sconosciuta, ma esistente probabilmente da milioni di anni prima che si sviluppasse qualunque forma di vita sulla Terra.   

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La campana di vetro

Sullo sfondo di un’America borghese e perbenista, la poetessa Sylvia Plath parlava di malattia mentale, anticonformismo e morte, diventando punto di riferimento di un’intera generazione.

Il prossimo 27 ottobre, Sylvia Plath avrebbe compiuto 90 anni.
Invece, si è suicidata circa un mese dopo la pubblicazione del suo romanzo “La campana di vetro”, nel febbraio del 1963. Aveva 31 anni ed era una poetessa americana.

Pubblicato in America soltanto nel 1971 per volere della madre e dell’ex marito Ted Hughes, il romanzo semiautobiografico di Sylvia Plath venne considerato un libro di culto per un’intera generazione, una sorta di Giovane Holden per ragazze in cui finzione e realtà si alternano sapientemente facendo emergere i temi dell’anticonformismo, della malattia mentale e della morte.

La protagonista è Esther Greenwood, alter ego dell’autrice, una brillante e promettente studentessa di provincia vincitrice di una borsa di studio in una nota rivista di moda newyorkese. L’ambiente sofisticato, ma contestualmente caotico e asfissiante della città, finisce per strangolarla, costringendola a oscillare pericolosamente tra il fascino della morte e la rassegnazione alle atroci cure psichiatriche dell’epoca.

Con il passare del tempo, il senso di oppressione sempre più violento, generato da quella stessa “campana di vetro” che avrebbe dovuto proteggerla, si trasforma in una trappola che le toglie il respiro.

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Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata

La prima opera del comico statunitense Raphael Bob-Waksberg (ideatore di BoJack Horseman) è un libro di racconti. E parla d’amore. In diciotto modi diversi.

Sono tornata a scrivere di letteratura americana su Jefferson – Lettere sull’America, il primo portale in italiano interamente dedicato agli USA.

E poi, d’improvviso, sono colpito da una verità annichilente: non è quello che facciamo a renderci ciò che siamo. È quello che non facciamo a definirci.

p. 69

Ad animare le pagine di questo libro ci sono le occasioni mancate, rappresentate da un uomo e una donna che per decenni saltano tutte le fermate della metropolitana aspettando il famoso “momento giusto” per parlarsi e conoscersi. Il matrimonio: due promessi sposi che vorrebbero un matrimonio non convenzionale ma che subiscono qualunque tipo di (op)pressione da parte della famiglia (un mini Carnage, per chi è amante del cinema). L’ipocrisia: un elenco divertentissimo di tutte le bugie che diciamo a noi stessi e agli altri (vi riconoscerete sicuramente e se non lo farete, starete mentendo). Le scelte giuste: quelle di uno scienziato che va e viene da una realtà parallela in cui si possono fare solo quelle. E poi ancora l’amore tra fratelli, tra cane e padrone, quello per la scienza, quello che si affievolisce lentamente, tutti gli scenari possibili di un incontro tra ex.

Carlos sparecchierà le due scodelle con i cereali, (…), e avvicinandosi al lavello, ti bacerà con dolcezza sulla fronte, la stessa fronte che è stata baciata con dolcezza da così tanti uomini, una lapide tra le tante in un cimitero di baci.

p. 51

Disperazione e speranza. Comicità e disagio. Ce n’è veramente per tutti. Un mix esplosivo di sincerità, stravaganza, romanticismo, ironia e tenerezza caratterizza la comicità di Bob-Waksberg che fa ridere e commuovere, distrugge e ricostruisce, scoprendo i nostri punti deboli, le paure e le insicurezze e la voglia di essere amati.

L’articolo completo è qui che vi aspetta!

Alla prossima puntata, amici lettori!

Cormac McCarthy on my mind

Da oggi, mi trovate su Jefferson – Lettere sull’America, il primo portale in italiano interamente dedicato agli USA.

La mia rubrica si chiama Jefferson Bookplane (sì, sono cresciuta ascoltando buona musica) e proverò a parlarvi di letteratura americana.

Cormac McCarthy on my mind” è il mio primo articolo. Ve ne riporto uno stralcio:

Il Bianco e il Nero

Due uomini, chiamati solo “Bianco” e “Nero”, per il colore della loro pelle, seduti a un tavolo sul quale è poggiata una vecchia Bibbia, che discutono dei massimi sistemi. Nella fattispecie, un professore universitario (Bianco) che ha tentato di suicidarsi, buttandosi sui binari del Sunset Limited e un ex carcerato cristiano evangelico (Nero) che prima l’ha salvato e poi lo ha invitato nel suo modesto appartamento newyorkese. Due universi contrapposti destinati a non incontrarsi mai?
Beh, a questa domanda non risponderò. Innanzitutto perché lo spoiler è da sempre nemico del bene e, in secondo luogo, perché non è poi così importante. 

Per scoprire di più, non vi resta che cliccare qui.

A presto, amici lettori!