Sì, lo so che non ho mai recensito una guida. Ma questa della Lonely Planet è un’altra cosa.

Alzi la mano chi, fissando il monitor in ufficio o a casa, specialmente da due anni a questa parte, non ha sognato a occhi aperti di teletrasportarsi in un luogo sconosciuto, esotico. O magari, in una località italiana mai esplorata prima.

E soprattutto, alzi la mano chi, in ufficio o a casa, specialmente da due anni a questa parte, non si è ritrovato a ragionare sul proprio stato d’animo.

Semplici e un po’ banali? Non credo

Non è un caso se, negli ultimi tempi, tanti di noi hanno cambiato ruolo, lavoro, azienda, stile di vita. Probabilmente, la pandemia ci ha costretto a fermarci e a chiederci: “Come mi sento davvero?”, “Sono soddisfatto della mia vita?”, “Voglio davvero vivere in questa città?”. Tutte domande che nella frenesia dei ritmi pre-Covid era difficile porsi, o su cui era difficile avere il tempo di riflettere.

Salvarsi la vita

È a questo punto che entra in scena la bellissima Guida della Lonely Planet, di Remo Carulli e Luigi Farrauto, edita da EDT. Bellissima da tanti punti di vista: a partire dalle oltre 100 fotografie mozzafiato, passando per i box di approfondimento e le 500 destinazioni proposte. Ma la particolarità di “Guida per salvarsi la vita viaggiando” è che sono proposte delle mete adatte per ogni stato d’animo.

25 Capitoli per 25 condizioni psicologiche

Hai il cuore spezzato? Parti.

Ecco che visitare nuove terre offre la possibilità di contemplare la sofferenza da una prospettiva diversa, di attribuirle un senso, di cogliere in sconosciuti paesaggi i presagi di opportunità che la vita proporrà, inevitabilmente, quando saremo di nuovo pronti.

p. 13

Sei stressato? Parti.

Un viaggio antistress è fatto di ritmi lenti, gesti che si avvicinano alla semplicità dell’esistenza, ricerca del contatto con la natura e con gli impulsi che la vita frenetica spesso comprime, e poi ancora di bellezza, tanta, tanta, tanta bellezza.

p. 43

Hai problemi di autostima? Parti.

Viaggiare è un’esperienza proficua non solo per l’inconfondibile sensazione di orgoglio che infonde, la stessa che da sempre inseguono esploratori e missionari, marinai e cavalieri di ventura. (…) Allontanandoci da casa ci distanziamo al contempo da fantasie grandiose e da timori di nullità.

p. 53

E ancora, ci sono mete per crisi esistenziali, fobie, per il senso di colpa, per la solitudine… Insomma, un vastissimo spettro di stati d’animo. C’è da divertirsi!

p. 4

Infine, sappiate che è anche un ottimo regalo! Come sa bene il mio amico Corrado, che saluto e ringrazio!

Alla prossima puntata, amici lettori!

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